1. A Roma l'Annunciazione del Beato Angelico alla Galleria Borghese

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    Sino al 10 febbraio a Roma nella cornice della Galleria Borghese e' ospitata l'Annunciazione del Beato Angelico arrivata da Cortona, primo di cinque capolavori assoluti di arte sacra che accompagnano il progetto dell’Anno della Fede, per un percorso di meditazione e di bellezza attraverso i contenuti della fede cristiana. Un percorso in cui la fede ispira l’arte e viceversa. L'Annunciazione è una delle tre grandi tavole, su questo tema, dipinte dall’Angelico. Le altre due sono quella del Prado e quella di San Giovanni Valdarno. Furono realizzate tutte intorno al 1430. Come collocazione di questa pala è stata scelta la Galleria Borghese, nata dalla passione per il collezionismo d’arte del cardinale Scipione Borghese, un vero e proprio santuario dell’arte occidentale.

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    A partire dal periodo gotico, il tema dell'Annunciazione e' tra i più frequenti nella storia dell'arte. Si può dire che tutti i pittori si siano cimentati con esso: sia perché il momento dell'incarnazione di Gesù è un passaggio fondamentale nella dottrina della Chiesa, sia perché ad esso erano intitolati un gran numero di confraternite, chiese, cappelle e ordini religiosi, ossia i principali committenti degli artisti. L'annunciazione del Beato Angelico e' anche considerato il primo capolavoro dell'artista, tutto ispirato dalle concezioni architettoniche di Filippo Brunelleschi. Un gioco di perfezione all'insegna della “pala quadrata”, già sperimentata da Masaccio, in cui la sobria cornice impone alla scena centrale l’unità dello spazio governato da precisa prospettiva. L'arioso loggiato rinascimentale incornicia la purezza e la castità della Vergine Maria seduta in preghiera. Per l'Angelico non vi e' contraddizione tra la rappresentazione oggettiva delle cose, tra l'evocazione del creato e la santità dell'immagine. Sotto il porticato rinascimentale, con la fuga del giardino che preannuncia il Paradiso, l’angelo e Maria sono i protagonisti della scena. Angelici entrambi e insieme umanissimi e concreti. Persino tattili, come le magnifiche stoffe dei loro abiti. Angelico, facendo protendere familiarmente uno verso l'altro i volti dei due interlocutori, ha scelto di sottolineare la normalità del miracolo per i puri di cuore. Si scorge il libro aperto, come in Leonardo o nel Pinturicchio, che è un'allusione alla profezia di Isaia.

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    Nella cornice della pala, le piccole immagini di santi posano su solide mensole poste in prospettiva, semplici nel lo...

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    Last Post by Anna e Vale il 6 Feb. 2013
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